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MLO Selargius (CA): quinta domenica di quaresima.

Tema del mese di marzo:  Per ascoltare, va’ al di là delle parole!

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Eccoci alla quinta tappa di una Quaresima che sta mettendo a fuoco una domanda seria: che immagine di Dio ci portiamo dietro? E, di conseguenza, come si configura il nostro rapporto con Lui? La rilettura delle alleanze di Dio con l’umanità (Noè, Abramo, Mosè) ha avuto la funzione di ravvivare la consapevolezza che abbiamo a che fare con un Dio che è per noi, un Dio che incontriamo non tra le nuvole, ma sul terreno concreto della storia. E’ qui infatti che stringe un patto con Abramo e glielo fa scrivere sulla carne (la circoncisione) perché i figli non se lo scordino; con Mosè l’alleanza la scrive su tavole di pietra. Ma le alleanze noi non le reggiamo! E Dio che fa? Anziché rinunciare, con il profeta Geremia annuncia un’alleanza nuova, che scriverà non su tavole di pietra, ma sui cuori (sede di memoria, intelligenza, decisioni) perché Dio, come un innamorato, cerca non una relazione sopportata, ma una relazione di amore-libertà. In questa prospettiva di amore-libertà, lo Spirito ci conduce oggi davanti alla croce di Gesù, luogo di scrittura della nuova ed eterna alleanza.Ad alcuni greci (ebrei della diaspora) che volevano “vederlo”, Gesù offre la conoscenza-interpretazione autentica di sé: egli è il seme che cade in terra e vi muore per portare frutto. Ecco chi è Gesù: ci attira a sé dalla croce perché anche oggi, dentro la nostra storia complessa, vuole scrivere col sangue sui nostri cuori che la vera e più profonda identità di noi sta qui: siamo amati! Veniamo così invitati a guardarci non nel cono buio di un destino cieco, ma nella luce del Figlio che condivide con noi l’esperienza della paternità di Dio. Ne discende una rivoluzione degli stili di vita: il dono di sé come criterio di vita, perché «chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo la conserverà per la vita eterna». Tra uno scandalo e l’altro, non ci farebbe bene prenderla sul serio questa Parola di vita?