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MLO Selargus (CA): Domenica delle palme

Tema del mese di marzo:  Per ascoltare, va’ al di là delle parole!

Ges___a_Gerusalemme_450La Quaresima, che quest’anno ci ha fatto rivivere le alleanze di Dio con l’umanità (Noè, Abramo, Mosè), ci immette ora nella Settimana santa. Sono i giorni sacri per eccellenza, i giorni in cui ci immergiamo adoranti nel mistero della passione, morte e risurrezione di Gesù. Quella che egli ha atteso e vissuto come “la sua ora” diventa adesso la nostra ora: ora di salvezza, di svolta e di speranza per l’umanità. La vita di Gesù è stata un pellegrinaggio verso la croce, il pulpito che Dio ha scelto per annunciare al mondo chi è Lui per noi: è il Padre misericordioso che ci ama fino a dare-sacrificare il Figlio! Il Vangelo di Marco tocca il vertice ai piedi della croce, dove un pagano, il centurione, vedendo Gesù «spirare in quel modo», fece la prima professione di fede: «Davvero quest’uomo era Figlio di Dio!». E’ il punto d’arrivo della Quaresima. Adesso serve soltanto che diamo tempo e modo allo Spirito Santo di aprirci mente e cuore per valutare con sapienza chi e perché muore in croce e così rinnovare l’atto di adesione e affidamento a Gesù. Ed è per questo che oggi siamo qui: per ascoltare il racconto della passione e fare anche noi, come il centurione, la professione di fede in Gesù, il Figlio di Dio apparentemente sconfitto, ma che proprio morendo sconfigge il peccato e la morte. Apriamo dunque la Settimana santa imitando le folle di Gerusalemme che accolsero Gesù come Messia. E’ il primo atto del mistero pasquale che, a partire da oggi, rivivremo nell’ascolto della Parola, nella preghiera, nel silenzio adorante. Gesù, che entra in Gerusalemme per celebrarvi la sua Pasqua, è il Servo di Dio che prende su di sé i peccati del mondo (1a lettura); è il Figlio dell’uomo che offre se stesso per la salvezza di tutti (2a lettura); è il Figlio di Dio che dalla croce svela la sua identità e missione (Vangelo). Scriveva don Orione: «Su tutto e su tutti alziamo Gesù Cristo, e Gesù Cristo Crocifisso. In quest’ora del mondo risolviamo di conservare inestinguibile il sacro fuoco del-l’amore a Cristo e agli uomini. Senza questo sacro fuoco che resterebbe dell’umanità?».