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IN CAMMINO CON PAPA FRANCESCO

papa-francisco1 (1)Leggiamo insieme la “EVANGELII GAUDIUM”

Pubblichiamo questo lavoro di Don Alessiani, che potete trovare nel “Don Orione oggi” e nel sito  http://www.sanbiagiofano.it/

1. Un’altra esortazione apostolica… a che scopo?

La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. In questa Esortazione desidero indirizzarmi ai fedeli cristiani, per invitarli a una nuova tappa evangelizzatrice marcata da questa gioia e indicare vie per il cammino della Chiesa nei prossimi anni.

2. Quale rischio sta correndo il mondo attuale? Anche chi crede?         

Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Anche i credenti corrono questo rischio

3. In parole semplici, cosa deve fare un cristiano oggi?

Invito ogni cristiano, in qualsiasi luogo e situazione si trovi, a rinnovare oggi stesso il suo incontro personale con Gesù Cristo o, almeno, a prendere la decisione di lasciarsi incontrare da Lui… Questo è il momento per dire a Gesù Cristo: «Signore, mi sono lasciato ingannare, in mille maniere sono fuggito dal tuo amore, però sono qui un’altra volta per rinnovare la mia alleanza con te. Ho bisogno di te. Riscattami di nuovo Signore, accettami ancora una volta fra le tue braccia redentrici».

4. Perché tanti cristiani hanno una faccia da… Quaresima?                

Ci sono cristiani che sembrano avere uno stile di Quaresima senza Pasqua. Capisco le persone che inclinano alla tristezza per le gravi difficoltà che devono patire, però poco alla volta bisogna permettere che la gioia della fede cominci a destarsi anche in mezzo alle peggiori angustie: «Le grazie del Signore non sono finite. Grande è la sua fedeltà» (Lam 3,17).                                                                                                                                                                                                                        

5. Come ritrovare motivi di speranza e di gioia?                                                             

Recuperiamo e accresciamo il fervore, « la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime…Se qualcuno ha accolto questo amore che gli ridona il senso della vita, come può contenere il desiderio di comunicarlo agli altri?

6. Qual è il nucleo del Vangelo? A chi ispirarci nell’annunciarlo?                                                                                                                          

Cristo è il « Vangelo eterno » (Ap 14,6), ed è « lo stesso ieri e oggi e per sempre » (Eb 13,8). La sua ricchezza e la sua bellezza sono inesauribili. Gesù è « il primo e il più grande evangelizzatore ». Gli Apostoli mai dimenticarono il momento in cui Gesù toccò loro il cuore: « Erano circa le quattro del pomeriggio» (Gv 1,39). Insieme a Gesù, la memoria ci fa presente una vera « moltitudine di testimoni » (Eb 12,1). A volte si tratta di persone semplici e vicine che ci hanno iniziato alla vita della fede: « Mi ricordo della tua schietta fede, che ebbero anche tua nonna Lòide e tua madre Eunìce» (2 Tm 1,5).           

7.  Quali sono gli ambiti principali della nuova evangelizzazione?

- In primo luogo, menzioniamo l’ambito della pastorale ordinaria,  « animata dal fuoco dello Spirito, per incendiare i cuori dei fedeli che regolarmente frequentano la Comunità e che si riuniscono nel giorno del Signore per nutrirsi della sua Parola e del Pane di vita eterna ».

- In secondo luogo, ricordiamo l’ambito delle «persone battezzate che però non vivono le esigenze del Battesimo»  La Chiesa, come madre sempre attenta, si impegna perché essi vivano una conversione che restituisca loro la gioia della fede e il desiderio di impegnarsi con il Vangelo.

- Infine, la proclamazione del Vangelo a coloro che non conoscono Gesù Cristo o lo hanno sempre rifiutato. Molti di loro cercano Dio segretamente, mossi dalla nostalgia del suo volto.

Tutti hanno il diritto di ricevere il Vangelo.

I cristiani hanno il dovere di annunciarlo senza escludere nessuno,  non come chi impone un nuovo obbligo, bensì come chi condivide una gioia, segnala un orizzonte bello, offre un banchetto desiderabile.

La Chiesa non cresce per proselitismo ma « per attrazione ».

8.  Ma chi devono essere i primi destinatari del Vangelo?                                     

Giovanni Paolo II ci ha invitato a riconoscere che « bisogna non perdere la tensione per l’annunzio  a coloro che stanno lontani da Cristo, « perché questo è il compito primo della Chiesa». Che cosa succederebbe se prendessimo realmente sul serio queste parole?                                                        

 9. In questa “nuova tappa evangelizzatrice”, il Papa fa tutto da solo?                                                                                                                  

Non è opportuno che il Papa sostituisca gli Episcopati locali nel discernimento di tutte le problematiche che si prospettano nei loro territori. In questo senso, avverto la necessità di procedere in una salutare “decentralizzazione”. Qui ho scelto di proporre alcune linee che possano incoraggiare e orientare in tutta la Chiesa una nuova tappa evangelizzatrice, piena di fervore e dinamismo.

10. Può anticiparci i temi “scottanti” sui quali intende soffermarsi?

In questo quadro ho deciso, tra gli altri temi, di soffermarmi ampiamente sulle seguenti questioni:

a) La riforma della Chiesa in uscita missionaria.

b) Le tentazioni degli operatori pastorali.

c) La Chiesa intesa come la totalità del Popolo di Dio che evangelizza.

d) L’omelia e la sua preparazione.

e) L’inclusione sociale dei poveri.

f) La pace e il dialogo sociale.

g) Le motivazioni spirituali per l’impegno missionario.

(continuerà)