MLO Selargius (CA)
Se c o n d a d o m e n i ca d i Q u a r e s i m a
“Entriamo nella 2a tappa della Quaresima. Partiti dall’alleanza con Noè e dal deserto, dove Gesù fa del primato di Dio il perno della sua missione, riviviamo oggi l’alleanza con Abramo e saliamo con Gesù sul monte della trasfigurazione. Parole chiave di questa liturgia sono sacrificio e trasfigurazione. La prima merita una precisazione: nella Bibbia, sacrificio vuol dire ricondurre a Dio quanto ci dona; suo contrario è tenere tutto per sé, dando a Dio il superfluo, se non addirittura niente. La storia di Abramo, cui viene chiesto il sacrificio del figlio, è dura da ascoltare; e però è di qui che ci fa transitare la Quaresima per prepararci allo scandalo, ancor più grande, di Dio che per noi non risparmia il proprio Figlio!
Il viaggio di Abramo verso il monte è il viaggio della fede, in fondo al quale scoprirà il Dio-Amico che cerca non la vita di Isacco, ma il cuore di Abramo! Il viaggio di Gesù verso Gerusalemme è il pellegrinaggio della consegna di sé a Dio e all’umanità, viaggio che trasfigura la croce, trasformandola da strumento di morte in via di salvezza e di gloria. «Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi?»: in questa domanda di san Paolo risuona lo stupore di chi, illuminato dallo Spirito, vede sulla croce non l’uomo sfigurato dal male e dalla morte, ma il Figlio di Dio trasfigurato dal dono di sé. Possiamo sottovalutare il Dio e Padre di Gesù, che per noi arriva al punto critico – risparmiato ad Abramo – di sacrificare il Figlio? Possiamo non dargli retta quando ci dice: «E’ il Figlio mio: ascoltatelo»? Ascoltare Gesù non ci sfigura; sono i deserti senza Dio quelli che sfigurano l’uomo! Perciò, saliamo con Gesù sul monte e impariamo a vedere le cose dall’alto (dal punto di vista di Dio), e non più dal basso, dalle nostre bassezze.”