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MLO Selargius : Domenica di Pentecoste.

  Tema del mese di maggio:  Parla di ciò che senti…

spirito santoLe 7 settimane di Pasqua culminano nella Pentecoste (= 50° giorno). Dio Padre, che per salvare gli uomini ha dato il Figlio, effonde su di noi lo Spirito Santo. Se a Babele si consumò la disgregazione dell’umanità (la confusione delle lingue), ora, grazie alla morte-risurrezione di Gesù e all’effusione dello Spirito, Dio mette in moto un processo di ricomposizione: i diversi si capiscono, gli estranei si affratellano, i peccatori tornano da figli nella casa del Padre! Lo Spirito scende su noi come su Gesù al fiume Giordano: scende e consacra; scende e crea comunione, scende e abilita alla missione.

Oggi anche noi, come Maria e gli apostoli nel Cenacolo, ci riuniamo in preghiera per accogliere il Dono indispensabile per camminare sui sentieri della vita nuova. La Pentecoste, quindi, non è evento del passato, ma atto con cui oggi Dio Padre effonde lo Spirito su un’umanità bisognosa di essere rinnovata e trasfigurata dal suo soffio creativo; effonde lo Spirito su comunità cristiane bisognose di santa vivacità per non chiudersi in se stese o appiattirsi sulle cose. Lo Spirito ci fa Chiesa viva: agisce nelle assemblee liturgiche dove la Parola risuona non come parola di uomini, ma come Parola di Dio che opera in chi crede; agisce nelle assemblee eucaristiche, dove trasforma il pane e il vino nel corpo e sangue di Cristo e dove trasforma in corpo di Cristo chi si nutre di quel pane. Lo Spirito è sorgente di carismi, suggeritore di percorsi di riconciliazione, promotore di comunione, ispiratore di carità. Gesù affidò agli apostoli (fragili e non professionalmente predisposti alla predicazione) la missione che gli era costata sangue; oggi fa lo stesso con noi. Il compito è arduo ma non impossibile, se siamo sorretti dall’energia dello Spirito, che supera ogni limite. Gesù ci chiede una cosa sola: che lo amiamo! Per amore di lui e degli uomini, nostri fratelli, prendiamo con coraggio il largo nel mare aperto del mondo, certi che dalle nostre piccole barche Dio continua a diffondere il seme buono del Vangelo.