CONCLUSO IL CONVEGNO MISSIONARIO ORIONINO

Si è chiuso nel tardo pomeriggio di ieri il VI Convegno Missionario Orionino con due momenti importanti che rappresentano la sintesi ideale dell’importante appuntamento della Famiglia religiosa orionina impegnata nelle missioni.
L’informazione e le foto in www.donorione.org a cura di Gianluca Scarnicci
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L’omelia del Superiore generale Don Tarcisio Vieira
Vedi anche il video messaggio di P. Tarcisio e Madre Mabel
La mattina, oltre ad un inteso lavoro nelle otto commissioni, si è tenuta la solenne concelebrazione presieduta dal Direttore generale dei FDP, Don Tarcisio Vieira che ha messo in evidenza come i concelebranti vicini a lui fossero il simbolo della Congregazione che è impegnata nel cammino missionario. “Accanto a me - ha detto - oltre al vicario generale, Don Oreste Ferrari e al consigliere generale incaricato per le missioni, Pierre Assamouan Kouassi, c’è anche il direttore della Provincia Madonna della Divina Provvidenza, Don Aurelio Fusi a testimoniare il legame della nostra Famiglia con l’Italia che inviò i primi missionari oltre 80 anni fa”.
“Con noi qui sull’altare - ha aggiunto don Vieira - anche il più giovane sacerdote orionino, Don Pavlin Preka dall’Albania che è il frutto vocazionale derivato dal convegno missionario di Ariccia che si tenne nel 2005. In quell’occasione Pavlin era un tirocinante e da quel momento ha intrapreso il suo cammino missionario prima in Mozambico e poi in Italia. Con lui c’era anche suor Maria Silvia che poi è partita per la Costa D’Avorio”.
Nell’omelia il direttore generale ha evocato l’immagine della Madonna con il manto azzurro caro a tutta la Congregazione. “E’ questo il simbolo - ha spiegato - di tutta la nostra Famiglia. In quell’immagine, apparsa in sogno al nostro Fondatore, San Luigi Orione, è racchiuso in sintesi tutto il mondo missionario orionino. Sotto quel manto,. allora come oggi, ci siamo tutti noi che rappresentiamo il frutto di quella idea profetica di Don Orione che lo portò ad incontrare i popoli e soprattutto i più fragili”.
“Anche oggi – ha aggiunto – quel sogno missionario di Don Orione, evocato dal manto azzurro della Madonna che tutti raccoglie, può essere vivo e attuale solo se saremo in comunione con il carisma del nostro Fondatore. (Leggi l’omelia integrale)
Ha portato il suo saluto anche la Madre generale delle PSMC, Suor Maria Mabel Spagnuolo che ha sottolineato come “il segreto per essere veri discepoli Missionari sia stare vicini al cuore di Don Orione: vicini dunque a Cristo e ai poveri”.
Nel pomeriggio sono stati presentati i lavori finali delle otto commissioni. I temi comuni che sono emersi dai lavori hanno puntato l’attenzione su alcuni argomenti fondamentali per una “missionarietà 2.0” che, pur fondandosi sul passato luminoso, sia attenta ai tempi che cambiano insieme ai linguaggi soprattutto comunicativi.
In particolare dai gruppi di lavoro è emersa la necessità di: formare al Carisma con la realizzazione di un nuovo sussidio sia per i religiosi che per i laici; la nascita di un’equipe di formatori alla missionarietà; lanciare esperienze a sostegno dei più poveri anche insieme ai laici; promuovere la conoscenza delle missioni; migliorare e professionalizzare la comunicazione ad intra e ad extra; istituzionalizzare la festa del Papa e la festa dei poveri che siano due appuntamenti di tutta la Famiglia orionina.
Gianluca Scarnicci
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